Discussioni sulla mediazione familiare, corso gratuito online, 2, 9, 16 aprile; 7-14-21-28 maggio; 4 giugno | ore 14:30 – 16:30

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Corso gratuito in diretta online

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Programma del corso gratuito

 

1. La fragilità dei genitori

I nostri figli sono fragili perché i genitori sono fragili. Non abbiamo avuto né la forza né il coraggio né la determinazione per insegnare ai nostri figli la disciplina. Le tante ipotesi di patologie cliniche riscontrate nei nostri figli sono l’effetto della nostra incapacità educativa.

2. Le cure farmacologiche

Non si sono mai viste tante diagnosi sui minori e su bambini al di sotto dei 10 anni come in questi ultimi anni cosa che praticamente permette una scansione dei disagi in età post infantile mai ravvisata in nessun altro periodo, senza tener conto che non si procede a compensare il bisogno di affetto con abbracci e pratiche familiari, ma con cure farmacologiche, il che avvicina i nostri adolescenti sempre più a delle droghe come sostitute delle carenze, perché l’unica differenza tra il farmaco e la droga è solamente negli effetti collaterali.

3. Sostegno alla genitorialità

Il problema è che alle volte l’amore viaggia su frequenze che i ragazzi non riescono a ricevere per cui se c’è una cosa che bisognerebbe fare tanto è quella di investire sul sostegno alla genitorialità perché è vero che i genitori sono più fragili, ma non per questo li dobbiamo giudicare. Quindi li dobbiamo sostenere non spostare la diagnosi dai ragazzi ai genitori o dai genitori ai ragazzi. A volte siamo di fronte a troppe diagnosi, troppi psicofarmaci, troppo poco ascolto.

4. Genitorialità Moderna: Fragilità e Sfide

Essere genitori oggi è molto diverso rispetto al passato. Le nuove sfide della società moderna, la tecnologia, la pressione sociale e l’iperprotezione stanno creando un contesto complesso in cui i figli sono sempre più fragili, sia emotivamente che psicologicamente. Questo porta a un interrogativo: siamo davvero preparati a fare i genitori?
Le voci autorevoli nel dibattito sulla genitorialità moderna: la criminologa Roberta Bruzzone e lo psichiatra Paolo Crepet. Entrambi hanno espresso opinioni forti sulla necessità di un cambiamento radicale nel modo in cui i genitori affrontano il loro ruolo. Figli più fragili e genitori impreparati. Negli ultimi decenni, abbiamo assistito a un’inversione di ruoli: i genitori, invece di educare con autorevolezza, tendono a proteggere eccessivamente i figli, evitando loro qualsiasi frustrazione.
Il risultato: Giovani sempre meno autonomi, incapaci di affrontare le difficoltà e con una crescente fragilità psicologica. Paolo Crepet ed i genitori moderni che tendono a viziare eccessivamente i figli, privandoli della possibilità di sviluppare resilienza; l’importanza per i ragazzi di gestire la noia, la frustrazione e il fallimento perché i genitori li proteggono da tutto.
Come riportare autorevolezza e disciplina in famiglia, insegnando ai figli a cavarsela da soli, senza continue facilitazioni.

5. L’idea della “patente genitoriale” di Roberta Bruzzone – il Dibattito sulla “Patente” per Genitori.

L’istituzione di una patente genitoriale come percorso formativo obbligatorio per chi desidera diventare genitore. La crescita dei bambini in ambienti disfunzionali, con genitori non adeguatamente preparati a gestire le complesse esigenze della crescita. I corsi specifici per insegnare ai futuri genitori come fornire regole e affetto in modo equilibrato, evitando errori che possono compromettere lo sviluppo psicologico dei loro figli.

6. Un nuovo modello educativo

La soluzione potrebbe essere un ritorno a una genitorialità più consapevole e autorevole, che sappia bilanciare affetto e disciplina. Crepet insiste sull’importanza di dire “no” quando serve, di lasciare i figli affrontare le loro difficoltà e di non viziarli eccessivamente. Bruzzone, invece, spinge verso una formazione obbligatoria per evitare che genitori impreparati rovinino il futuro dei loro figli.

7. La Relazione d’Aiuto Professionale: Un Approccio al Bisogno e alla Domanda d’Aiuto

La relazione, il bisogno, la domanda, l’analisi del problema. La relazione d’aiuto professionale è un concetto fondamentale in numerosi ambiti, tra cui psicologia, assistenza sociale, educazione e counseling. Questa relazione si fonda su un’interazione tra il professionista e l’individuo in difficoltà, mirando a promuovere il benessere, l’autonomia e la crescita personale. Per comprendere appieno questa dinamica, è essenziale analizzare il bisogno, la domanda d’aiuto e l’analisi del problema.

8. I Soggetti Coinvolti nella Relazione d’Aiuto Professionale e gli Elementi Costitutivi di una Relazione di Aiuto

La relazione d’aiuto professionale è un’interazione complessa che coinvolge diversi soggetti e richiede una serie di elementi fondamentali per essere efficace e costruttiva. Comprendere i protagonisti di questa dinamica e i fattori che la costituiscono è essenziale per instaurare un’alleanza terapeutica, educativa o di supporto produttiva.

9. L’Importanza della Comunicazione nella Relazione d’Aiuto: Comunicazione Non Ambigua, Ascolto Attivo e Assertività

La comunicazione è un elemento centrale nella relazione d’aiuto professionale e costituisce la base per l’instaurazione di un rapporto di fiducia e di collaborazione. Essere in grado di trasmettere e ricevere informazioni in modo efficace è fondamentale per comprendere le necessità degli utenti e supportarli nel loro percorso di crescita. Tra gli aspetti cruciali della comunicazione troviamo la comunicazione non ambigua, l’ascolto attivo e l’assertività, ognuno dei quali contribuisce a creare una dinamica positiva e costruttiva.

10. La Memoria: Funzionamento e Disturbi

La memoria è uno dei processi cognitivi fondamentali, che ci permette di immagazzinare, conservare e recuperare informazioni. Essa gioca un ruolo cruciale nella nostra vita quotidiana, influenzando il nostro apprendimento, le nostre decisioni e persino le nostre relazioni interpersonali. Comprendere come funziona la memoria e quali disturbi possono affliggerla è essenziale per una piena comprensione della mente umana.

11. La Memoria: Funzionamento e Disturbi

La memoria è uno dei processi cognitivi fondamentali, che ci permette di immagazzinare, conservare e recuperare informazioni. Essa gioca un ruolo cruciale nella nostra vita quotidiana, influenzando il nostro apprendimento, le nostre decisioni e persino le nostre relazioni interpersonali. Comprendere come funziona la memoria e quali disturbi possono affliggerla è essenziale per una piena comprensione della mente umana.

12. L’Intelligenza: Teorie, Emotività e Disabilità Intellettiva

L’intelligenza è un concetto complesso e multi sfaccettato, difficile da definire in modo univoco. Comprendere le diverse forme di intelligenza, come la teoria delle intelligenze multiple e l’intelligenza emotiva, oltre a esplorare la disabilità intellettiva, è fondamentale per migliorare le pratiche educative e terapeutiche.

13. Le Emozioni: Funzione, Tipologie e Riconoscimento

Le emozioni sono esperienze psicologiche complesse che influenzano profondamente il modo in cui percepiamo, interagiamo e reagiamo al mondo che ci circonda. Esse giocano un ruolo cruciale nella nostra vita, guidando le nostre decisioni, influenzando i nostri comportamenti e contribuendo alla nostra salute mentale e al nostro benessere generale. Comprendere a cosa servono le emozioni, quali emozioni esistono e l’importanza di riconoscerle è fondamentale per una piena consapevolezza di sé.

14. Problemi e Disturbi Psicologici degli Anziani: Focalizzandosi sulle Demenze e il Morbo di Alzheimer

Negli ultimi decenni, la popolazione anziana è cresciuta notevolmente, portando con sé una serie di sfide legate alla salute mentale. Tra queste, i disturbi psicologici, in particolare le demenze e il Morbo di Alzheimer, si sono affermati come problematiche significative, sia per gli individui che per le loro famiglie.

15. Fasi del Dolore e il Processo di Morire: Riflessioni Psicologiche su Cure Palliative e Elaborazione del Lutto

La morte è un aspetto inevitabile della vita e, sebbene la sua inevitabilità possa essere accettata razionalmente, le emozioni che essa evoca sono frequentemente complesse e profonde. La psicologia del dolore e del morire si basa su fasi che comprendono il dolore anticipatorio, il processo di lutto e il vissuto degli operatori che assistono i malati a fine vita. L’approccio delle cure palliative gioca un ruolo cruciale nel supportare sia il paziente che la sua rete affettiva durante queste fasi.

Relatori

avv. Nunzio e Selene Costa
dott.ssa Valentina Tussi
dott.ssa Malany Miliyevic
dott.ssa Patrizia Zenzolo
avv. Sarah Congia
avv. Lucia Dosi
avv. Marco Azzali

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